lunedì 24 settembre 2018
giovedì 20 settembre 2018
Liberi Liberi (Vasco Rossi)
Liberi liberi siamo noi
Che cos'è stato
cos'è stato a cambiare così?
...mi sono svegliato ed era tutto qui
vuoi che dica anche se
soddisfatto di me
in fondo in fondo lo sono mai stato
"soddisfatto" di che?
ma va bene anche se...
se alla fine il passato e' passato!
Liberi liberi siamo noi
però liberi da che cosa
chissà cos'è?...chissà cos'è!
...e la voglia, e la voglia di ridere
quella voglia che c'era allora
chissà dov'è?!...chissà dov'e'!
Cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che non c'è più
cosa diventò, cosa diventò
che cos‘è che ora non c‘è più
cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che avevi in piu'
cosa diventò, cosa diventò
e come mai non ricordi piu'......
però liberi da che cosa
chissà cos'è?...chissà cos'è!
Finche' eravamo giovani
era tutta un'altra cosa
chissà perché?...chissà perché!
Forse eravamo "stupidi"
però adesso siamo "cosa"...
che cosa...che?...che cosa...se!..?...
"quella voglia", la voglia di vivere
quella voglia che c'era allora....
chissà dov'e'!....chissà dov'e'!?
chissà cos'è?...chissà cos'è!
Finche' eravamo giovani
era tutta un'altra cosa
chissà perché?...chissà perché!
Forse eravamo "stupidi"
però adesso siamo "cosa"...
che cosa...che?...che cosa...se!..?...
"quella voglia", la voglia di vivere
quella voglia che c'era allora....
chissà dov'e'!....chissà dov'e'!?
Che cos'è stato
cos'è stato a cambiare così?
...mi sono svegliato ed era tutto qui
vuoi che dica anche se
soddisfatto di me
in fondo in fondo lo sono mai stato
"soddisfatto" di che?
ma va bene anche se...
se alla fine il passato e' passato!
Liberi liberi siamo noi
però liberi da che cosa
chissà cos'è?...chissà cos'è!
...e la voglia, e la voglia di ridere
quella voglia che c'era allora
chissà dov'è?!...chissà dov'e'!
Cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che non c'è più
cosa diventò, cosa diventò
che cos‘è che ora non c‘è più
cosa diventò, cosa diventò
quella "voglia" che avevi in piu'
cosa diventò, cosa diventò
e come mai non ricordi piu'......
lunedì 9 luglio 2018
mercoledì 6 giugno 2018
Better Days (Bruce Springsteen)
Well my soul checked out missing as I sat listening
To the hours and minutes tickin' away
Yeah just sittin' around waitin' for my life to begin
While it was all just slippin' away
I'm tired of waitin' for tomorrow to come
Or that train to come roarin' 'round the bend
I got a new suit of clothes a pretty red rose
And a woman I can call my friend
These are better days baby
Yeah there's better days shining through
These are better days baby
Better days with a girl like you
Well I took a piss at fortune's sweet kiss
It's like eatin' caviar and dirt
It's sad funny ending to find yourself pretending
A rich man in a poor man's shirt
Now my ass was draggin' when from a passin' gypsy wagon
Your heart like a diamond shone
Tonight I'm layin' in your arms carvin' lucky charms
Out of these hard luck bones
These are better days baby
These are better days it's true
These are better days
There's better days shining through
Now a life of leisure and a pirate's treasure
Don't make much for tragedy
But it's a sad man my friend who's livin' in his own skin
And can't stand the company
Every fool's got a reason for feelin' sorry for himself
And turning his heart to stone
Tonight this fool's halfway to heaven and just a mile outta hell
And I feel like I'm comin' home
These are better days baby
There's better days shining through
These are better days
Better days with a girl like you
These are better days baby
These are better days it's true
These are better days
Better days are shining through
To the hours and minutes tickin' away
Yeah just sittin' around waitin' for my life to begin
While it was all just slippin' away
I'm tired of waitin' for tomorrow to come
Or that train to come roarin' 'round the bend
I got a new suit of clothes a pretty red rose
And a woman I can call my friend
These are better days baby
Yeah there's better days shining through
These are better days baby
Better days with a girl like you
Well I took a piss at fortune's sweet kiss
It's like eatin' caviar and dirt
It's sad funny ending to find yourself pretending
A rich man in a poor man's shirt
Now my ass was draggin' when from a passin' gypsy wagon
Your heart like a diamond shone
Tonight I'm layin' in your arms carvin' lucky charms
Out of these hard luck bones
These are better days baby
These are better days it's true
These are better days
There's better days shining through
Now a life of leisure and a pirate's treasure
Don't make much for tragedy
But it's a sad man my friend who's livin' in his own skin
And can't stand the company
Every fool's got a reason for feelin' sorry for himself
And turning his heart to stone
Tonight this fool's halfway to heaven and just a mile outta hell
And I feel like I'm comin' home
These are better days baby
There's better days shining through
These are better days
Better days with a girl like you
These are better days baby
These are better days it's true
These are better days
Better days are shining through
venerdì 27 aprile 2018
Costruire un Sogno (il Duca)
Domenica
mattina: sulla mia scrivania c'è il portatile aperto, attorno: foto, appunti,
fogli e quaderni. Allungo lo sguardo soddisfatto, vorrei che quell'istante di
pura e dolce illusione durasse in eterno.
A
pranzo siamo attorno al tavolo, si chiacchiera mangiando formaggio e salame,
accompagnati da vino e sidro di mele. Guardo i volti dei miei amici, uno ad
uno. Ognuno ha le proprie storie scritte sulla pelle, ognuno è lì con la
propria vita quotidiana incastrata fra le dita e l'insopprimibile capacità di
sognare.
Sento
che c'è qualcosa di speciale, una certa gratitudine mi inonda il cuore. Saremo
capaci di coordinare i nostri sogni? Di seguire insieme quella vocazione che ci
ha fatto accumulare esperienze? Quelle esperienze che troppo spesso diamo per
scontate, ma che hanno qualcosa di straordinario, che ci hanno resi ciò che
siamo.
Guardiamo
insieme il piano per un sogno: si parla di giorni, di hotel, auto a noleggio,
bivacchi. Si discute di aerei, si prendono appunti, si tratta di corde, mappe,
permessi, piccozze.
Osservo
ancora il volto dei miei amici, uno ad uno. Ci siamo divisi i compiti, la
sensazione è quella di chi si sta avvicinando alla parete, la osserva sapendo
che c'è ancora da faticare, ma già la sente vicina, ne percepisce lo spirito
potente.
La
scalata di un sogno a volte parte da lontanissimo, e oggi, nella bassa milanese
avvolta dal brutto tempo, già ci stiamo avvicinando ad una montagna aguzza nel
cuore del Canada. Il sogno è ancora fragile, bisognerà incaponirsi e non
perdere la rotta per non lasciare che si infranga.
In
alpinismo c'è un vantaggio fondamentale: l'irresistibile richiamo della meta.
In questo richiamo si costruisce tutto, un pezzo per volta. E ora si tratta di
seguirne ogni pezzo, uno ad uno, assaporandone ogni parte.
mercoledì 18 aprile 2018
La forza di un'attesa (il Duca)
Lei è la parete Fasana, enorme, selvaggia, sconosciuta.
S'innalza dal versante più nascosto delle Grigne e severa si affaccia sulla curva più a nord della Val Sassina, gettando la propria ombra su di un paesino dal nome affascinante: Primaluna.
Proprio da qui l'ho osservata la prima volta, prendendo un caffè ad un bar semivuoto, la mattina presto, attraverso una vetrata con la scritta blu. Proprio da qui ne sono stato rapito.
Come tante volte succede l'idea è arrivata da Ale. Gliene aveva parlato direttamente il Festorazzi durante una tappa al Brioschi, con quel bicchiere di rosso che sa sempre mescolarsi al sapore di nuovi sogni.
Si tratta della via Volpe Bianca, aperta nel 2008 quasi in segreto e poi fatta sparire da ogni documentazione, come fosse un mistero da custodire gelosamente.
Sono passati dieci anni, dieci anni in cui se ne è parlato spesso. Lei era lì, ma noi non eravamo pronti, o forse lei non era ancora disposta a lasciarci avvicinare.
La parete attacca bassa e poi si alza fino ai 2248m del Pizzo della Pieve, lasciando sempre dubbi sulle sue giuste condizioni. E' capace di mostrarsi imbiancata e gonfia di neve, con le valanghe che le tuonano mastodontiche lungo i fianchi; ma pochi giorni dopo puoi già trovarla spoglia e grigia, vera roccaforte di puro calcare.
La sua roccia è ruvida come la dolomia vergine, ma allo stesso tempo è fragile e insidiosa. Il suo ghiaccio è spaccoso, la sua neve soffice, gli infiniti canali e speroni la sorreggono come la colossale facciata di una cattedrale gotica, annerita dagli anni. Lei è bellissima e sublime.
Fa impressione, dopo tanti anni che se ne parla, partire davvero per realizzare un sogno, per scalare quella via. Improvvisamente ci si rende conto che lei è veramente lì, se ne riconosce il profilo osservato per anni in foto, se ne sente il profumo che si ha solo provato ad immaginare.
E a guardarla sbucare oltre le onde della neve, quella parete ci ha cacciato un brivido gelido su per la schiena. Il vento soffiava tagliente sulle nostre facce, mentre immobili stavamo a guardare quelle pieghe che da immaginazione diventavano reali.
E reale era il ghiaccio su cui picchiavano le nostre piccozze, la neve dove affondavamo con fatica; la roccia incrostata su cui cercavamo una soluzione, con la corda che scorreva nel moschettone del frend. La bellezza di sbucare sulla cresta sommitale, dove la neve danzava cullata dall'aria della cima, con le nubi bianche che impazzavano sul filo di cornici.
La gioia di quella bellezza è qualcosa di misterioso e commuovente. Con ai piedi la grande parete, con nel cuore l'attesa che si schiude, come un fiore paziente che finalmente può aprirsi sprigionando quello che ha coltivato per tanto tempo. La forza di un'attesa che si illumina vestita di pura felicità.
martedì 27 marzo 2018
Rocket Man (Elton John)
She packed my pags last night, pre-flight
Zero hour, nine AM
And I’m gonna be high
As a kite by then
I miss the earth so much I miss my wife
It’s lonely out in space
On such a timeless flight
And I think it’s gonna be a long, long time
Touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home, oh no no no
I’m a rocket man, rocket man, burning out his fuse up here alone
Mars ain’t the kind of place to raise your kid
In fact it’s cold as hell
And there’s no one there
To raise them if you did
And all this science I don’t understand
It’s just my job five days a week
A rocket man
A rocket man
And I think it’s gonna be a long, long time
Touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home, oh no no no
I’m a rocket man, rocket man, burning out his fuse up here alone
Zero hour, nine AM
And I’m gonna be high
As a kite by then
I miss the earth so much I miss my wife
It’s lonely out in space
On such a timeless flight
And I think it’s gonna be a long, long time
Touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home, oh no no no
I’m a rocket man, rocket man, burning out his fuse up here alone
Mars ain’t the kind of place to raise your kid
In fact it’s cold as hell
And there’s no one there
To raise them if you did
And all this science I don’t understand
It’s just my job five days a week
A rocket man
A rocket man
And I think it’s gonna be a long, long time
Touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home, oh no no no
I’m a rocket man, rocket man, burning out his fuse up here alone
lunedì 5 febbraio 2018
Tomek, sognare più vero (il Duca)
Il
Nanga Parbat, la montagna assassina.
Così
recita il cartello che dalla strada invita i passanti ad ammirare il grande
gigante del Kashmir, avvolto nella sua armatura di seracchi e rocce verticali.
La
montagna appare cattiva, terribile e inaccessibile. Enorme.
Eppure alcuni uomini hanno dedicato un gran pezzo della propria esistenza a bramarla, a
sognarla, ad adorarla. Bellezza ammaliante che richiede sacrifici e sforzi
enormi. Fatiche immani, gelo, lacrime, perdite irrecuperabili.
Che
cosa si nasconde lassù perché uomini le sacrifichino davvero la propria vita?
Qual è il richiamo irresistibile che da quella vetta scende inondando il cuore? Che cosa canta la montagna dall'alto della sua indifferente eternità?
Follia?
Desiderio? Di cosa?
Un
pensiero mi martella nella testa, continuamente, fin da quando l'elicottero
pakistano ha portato in salvo Elisabeth. Penso a Tomek lassù sulla montagna,
cieco e infortunato nel crepaccio a 7300m, rannicchiato, solo.
Avrà
sentito l'eco dell'elicottero avvicinarsi e poi allontanarsi dai fianchi del
gigante? Quando si sarà rassegnato, accantonando ogni speranza di salvezza?
Penso
all'alpinista polacco che per sette volte si è portato ai piedi del Nanga
Parbat, in inverno, quando il freddo è insostenibile e le condizioni
proibitive. Ha corteggiato quel colosso terrificante, luminoso, bellissimo.
Ha
provato a scalarlo da ognuno dei suoi versanti, da diverse vie, con diversi
compagni; sempre col suo stile.
In
anni di alpinismo himalayano Tomek non ha mai affrontato un altro ottomila, non
ha mai provato ad attaccare il Nanga in estate, per vedere com'era. Tomek era
forse un pazzo, squinternato, equipaggiato ai minimi termini e senza un becco
di quattrino, però aveva ben chiaro il suo sogno: si chiamava Nanga Parbat, in
inverno.
Chissà
nella profondità del suo cuore, conservato in un corpo che stava morendo
congelato e disidratato, cosa provava Tomek. Chissà lì nel crepaccio, alla fine
del suo cammino, cosa pensava Tomek che finalmente sul Nanga Parbat ci era
stato per davvero, fino alla cima, in inverno.
C'è
qualcosa di straordinario nella realizzazione di un sogno, di un sogno così
grande che è terribile, che richiede sacrifici enormi e fatica e perdite
irrecuperabili. C'è qualcosa di straordinario che fa commuovere perché non è un
bel sogno, non è uno di questi sogni che ci hanno insegnato a sognare.
Si
tratta di quello che Nietzsche chiamava sognare
più vero. Si tratta di accettare il prezzo del proprio desiderio e
affondare la propria vita nella durezza della terra, passo dopo passo, verso
una bellezza enorme. Una bellezza immensamente più grande di noi che però sa
chiamarci in modo inesorabile, intimamente, fino alla profondità del nostro essere.
Forse
per un ideale così, che è molto più di un sogno, val la pena dare la vita: val
la pena vivere, per davvero.
domenica 7 gennaio 2018
martedì 2 gennaio 2018
Tougher than the rest (Bruce Springsteen)
Well it’s Saturday night
you’re all dressed up in blue
I been watching you awhile
maybe you been watching me too
so somebody ran out
left somebody’s heart in a mess
well if you’re looking for love
honey I’m tougher than the rest
Some girls they want a handsome Dan
or some good-lookin’ Joe on their arm
some girls like a sweet-talkin’ Romeo
well ‘round here baby
I learned you get what you can get
so if you’re rough enough for love
honey I’m tougher than the rest
The road is dark
and it’s a thin thin line
but I want you to know
I’ll walk it for you any time
maybe your other boyfriends
couldn’t pass the test
well if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest
Well it ain’t no secret
I’ve been around a time or two
well I don’t know baby
maybe you’ve been around too
well there’s another dance
all you gotta do is say yes
and if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest
if you’re rough enough for love
baby I’m tougher than the rest
you’re all dressed up in blue
I been watching you awhile
maybe you been watching me too
so somebody ran out
left somebody’s heart in a mess
well if you’re looking for love
honey I’m tougher than the rest
Some girls they want a handsome Dan
or some good-lookin’ Joe on their arm
some girls like a sweet-talkin’ Romeo
well ‘round here baby
I learned you get what you can get
so if you’re rough enough for love
honey I’m tougher than the rest
The road is dark
and it’s a thin thin line
but I want you to know
I’ll walk it for you any time
maybe your other boyfriends
couldn’t pass the test
well if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest
Well it ain’t no secret
I’ve been around a time or two
well I don’t know baby
maybe you’ve been around too
well there’s another dance
all you gotta do is say yes
and if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest
if you’re rough enough for love
baby I’m tougher than the rest
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