giovedì 10 giugno 2010

Mangiafuoco (Edoardo Bennato)

foto: Enrico Porro, sulla Ovest del Grignone, Maggio 2010

Non si scherza, non è un gioco
sta arrivando Mangiafuoco
lui comanda e muove i fili
fa ballare i burattini.

State attenti tutti quanti
non fa tanti complimenti
chi non balla, o balla male
lui lo manda all'ospedale.

Ma se scopre che tu i fili non ce l'hai
se si accorge che tu il ballo non lo fai
allora sono guai -e te ne accorgerai
attento a quel che fai -attento ragazzo
che chiama i suoi gendarmi
e ti dichiara pazzo!

C'è un gran ballo, questa sera
ed ognuno ha la bandiera
marionette, commedianti
balleranno tutti quanti.

Tutti i capi di partito
e su in alto Mangiafuoco
Mangiafuoco fa le scelte
muove i fili e si diverte.

Ma se scopre che tu i fili non ce l'hai
se si accorge che tu il ballo non lo fai
allora sono guai -e te ne accorgerai
attento a quel che fai -attento ragazzo
che chiama i suoi gendarmi
e ti dichiara pazzo!

C'è una danza molto bella
tra Arlecchino e Pulcinella
si riempiono di calci
si spaccano le ossa
Mangiafuoco sta alla cassa.

Mangiafuoco fa i biglietti
tiene i prezzi molto alti
non c'è altro concorrente
chi ci prova se ne pente!

mercoledì 19 maggio 2010

I've Always Been Crazy (Waylon Jennings)

foto: il Duca, La Gran Sassiere, Agosto 2009

I've always been crazy and the trouble that it's put me throught
I've been busted for things that I did, and I didn't do
I can't say I'm proud of all the things that I've done
But I can say I've never intentionally hurt anyone.

I've always been different with one foot over the line
Winding up somewhere one step ahead behind
It ain't been so easy but I guess I shouldn't complain
I've always been crazy but it's kept me from going insane.

Beautifull lady are you sure that you understand
The chance your taking loving a free living man
Are you really sure you really want what you see
Be careful of something that's just what you want it to be.

I've alway been crazy but it's kept me from going insane
Nobody knows if it's something to bless or to blame
So far I ain't found a rhyme or a reason to change
I've always been crazy but it's kept me from going insane.

giovedì 29 aprile 2010

da "l'Iliade" (Omero)

foto: Marco Bertaggia, Capo Cordata, Giugno 2009

"Là gli andò incontro correndo la sposa dalla ricca dote,
Andromace, figlia di Eezione magnanimo,
Eezione, che viveva sotto il Placo selvoso,
a Tebe Ipoplacia, regnando sulle genti cilicie;
la figlia di lui era sposa di Ettore elmo di bronzo.
Essa gli andò incontro e la seguiva l'ancella
portando in braccio il bimbo, ancor piccolo, innocente,
l'amabile figlio di Ettore, simile a bella stella,
che Ettore chiamava Scamandrio, ma altri
Astianatte: da solo infatti Ettore proteggeva la città.
Ed egli guardandolo sorrise senza parlare;
ma Andromaca gli si avvicinò piangendo,
gli prese la mano e gli rivolse parole:
"Infelice, il tuo coraggio ti rovinerà e non hai pietà
del bimbo ancor piccolo, di me, sventurata, che presto
sarò vedova: ormai ti uccideranno gli Achei,
tutti insieme assalendoti; ma per me sarà meglio,
se ti perdo, scendere sottoterre: non ci sarà più
per me alcuna dolcezza, se la tua sorte si compie,
ma solo dolori: non ho né padre né madre.
[...]
Ettore, ora tu sei per me padre e madre,
fratello, e sposo, nel fiore delle forze:
abbi compassione, resta qui sulla torre,
non rendere orfano il bimbo e vedova la sposa:
trattieni l'esercito presso il caprifico, là dove
là dove è tanto più facile l'ingresso in città e tanto più agevole salire le mura.
Infatti radunandosi lì, già tre volte hanno tentato l'assalto
i più forti, i due Aiaci, l'illustre Idomeneo
ed entrambi gli Atridi e il nobile figlio di Tideo:
forse a loro lo predisse qualche indovino, che ben lo sapeva,
oppure il loro coraggio li spinse a ciò".
Ma a lei rispose il forte Ettore dall'elmo lucente:
"Anch'io so tutto ciò, o donna: ma profondamente
provo vergogna dei Troiani e delle Troiane dai lunghi pepeli,
se resto come un vile lontano dalle battaglia;
e neppure può permettermelo il mio cuore, poiché imparai ad essere valorosi,
sempre, e a combattere in prima fila, fra i Troiani,
guadagnando al padre e a me stesso grande gloria.
Infatti ben io so in cuore questo:
verrà il giorno in cui perirà la sacra città di Ilio
e Priamo e il popolo di Priamo dalla forte lancia.
Ma io non penso tanto al dolore dei Troiano,
né a quello della stessa Ecuba né del signore Priamo,
né dei fratelli, che in gran numero, forti,
nella polvere cadranno colpiti dai nemici,
quanto a te, quando qualcuno degli Achei chitoni di bronzo
ti trascinerà via piangente, privandoti dei tuoi liberi giorni:
a ad Argo andrai, e lavorerai il telaio per un'altra donna,
e porterai acqua dalle fonti di Messeide o di Iperea,
costretta a tutto, gravata da duro destino:
e forse qualcuno dirà, vedendoti piangere:
"Quella è la sposa di Ettore, che era il migliore a combattere,
fra i Troiani domatori di cavalli, quando lottavano intorno a Troia".
Così un giorno qualcuno dirà: e tu proverai nuovo dolore, priva ormai
dell'uomo che avrebbe dovuto tenerti lontana la schiavitù.
Ma mi ricopra la terra, versata sul mio cadavere,
prima che io senta il grido della mia donna rapita".
Così dicendo tese le braccia al figlio, il Glorioso Ettore:
ma subito il piccolo nel seno della nutrice
si trasse, gridando, atterrito alla vista del padre,
spaventato dal bronzo e dal cimiero chiomato,
che terribile vide ondeggiare sulla cima dell'elmo.
Sorrisero il padre e la madre
e subito dal capo Ettore glorioso tolse l'elmo,
a terra rilucente lo pose:
poi il caro figlio prese fra le braccia e lo baciò,
rivolse preghiere a Zeus e agli altri dei:
"O Zeus e voi tutti dei, concedete che anche mio figlio
cresca come me, il primo fra i Troiani,
così pieno di forza, e regni su Ilio:
e che un giorno qualcuno dica: "E' molto più forte del padre",
vedendolo ritornare dalla battaglia: porterà spoglie insanguinate
di un nemico ucciso, e sarà fiera in cuore la madre".
Dopo aver detto così pose il figlio nelle braccia
della sua sposa: ed ella lo strinse al seno dolce
e fra le lacrime sorrise; lo sposo ne ebbe pietà,
le prese la mano e disse:
"Infelice, non addolorarti troppo in cuore:
nessun uomo infatti mi getterà nell'Ade contro il mio destino;
questo ti dico: nessun uomo può sfuggire alla sorte,
né malvagio, né buono, una volta che è nato.
Ritorna a casa, ora, e dedicati ai tuoi lavori,
al fuso e al telaio, ed ordina alle tue ancelle
di mettersi all'opera: la guerra tocca agli uomini,
tutti, quanti nacquero in Ilio, e a me soprattutto".
Così disse e raccolse l'elmo, il glorioso Ettore,
dal cimiero equino; e la sposa verso casa si mosse
sempre volgendosi indietro, e molte lacrime versava.
E subito, appena giunse alla casa ben costruita
di Ettore trage di uomini, trovò dentro le ancelle,
e a tutte fece nascere desiderio di pianto.
Esse piangevano Ettore ancor vivo, nella sua casa:
non pensavano infatti che sarebbe tornato dalla guerra,
sfuggendo alle mani degli Achei coraggiosi".

giovedì 4 marzo 2010

Maggie's Farm (Bob Dylan)

foto: Mario Spinola, in cordata verso lo spigolo, Luglio 2009

I ain't gonna work on Maggie's farm no more
No, I aint gonna work on Maggie's farm no more
Well, I wake up in the morning
Fold my hands and pray for rain
I got a head full of ideas
That are drivin' me insane
It's a shame the way she makes me scrub the floor
I ain't gonna work on Maggie's farm no more.

I ain't gonna work for Maggie's brother no more
No, I aint gonna work for Maggie's brother no more
Well, he hands you a nickel
He hands you a dime
He asks you with a grin
If you're havin' a good time
Then he fines you every time you slam the door
I ain't gonna work for Maggie's brother more.

I ain't gonna work for Maggie's pa no more
No, I aint gonna work for Maggie's pa no more
Well, he puts his cigar
Out in your face just for kicks
His bedroom window
It is made out of bricks
The National Guard stands around his door
Ah, I ain't gonna work for Maggie's pa no more.

I ain't gonna work for Maggie's ma no more
No, I ain't gonna work for Maggie's ma no more
Well, when she talks to all the servants
About man and God and law
Everybody says
She's the brains behind pa
She's sixty-eight, but she says she's twenty-four
I ain't gonna work for Maggie's ma no more.

I ain't gonna work on Maggie's farm no more
I aint gonna work on Maggie's farm no more
Well, I try my best
To be just like I am
But everybody wants you
To be just like them
They say sing while you slave and I just get bored
I ain't gonna work on Maggie's farm no more.

sabato 30 gennaio 2010

Aforismi (Friedrich Nietzsche)

foto: il Duca, La Testa Grigia, Giugno 2009

- "Il miglior scrittore sarà colui che avrà vergogna di essere un letterato"

- "I poeti non hanno pudore delle proprie esperienze, le sfruttano"

- "No. La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo invece più ricca, più desiderabile e più misteriosa - da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza - e non un dovere, non una fatalità, non una frode. E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o la via ad un giaciglio di riposo; oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno le loro arene per la danza e per la lotta. "La vita come mezzo della conoscenza" - con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino gioiosamente vivere e gioiosamente ridere"

- "Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere"

- "Tutte le cose che sono veramente grandi a prima vista sembrano impossibili"

- "Da quando ho imparato a camminare mi piace correre"

- "La più nobile specie di bellezza è quella […] che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente ci porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia"
.

giovedì 31 dicembre 2009

Signore delle cime (Bepi De Marzi)

foto: Pietro Galli, crepuscolo al rifugio Città di Vigevano, Luglio 2009

Dio del cielo,
Signore delle cime,
un nostro amico
hai chiesto alla montagna.
Ma ti preghiamo:
su nel Paradiso
lascialo andare
per le tue montagne.

Santa Maria,
Signora della neve,
copri col bianco,
soffice mantello,
il nostro amico,
il nostro fratello.
Su nel Paradiso
lascialo andare
per le tue montagne.

domenica 6 dicembre 2009

Born To Run (Bruce Springsteen)

foto: Mario Spinola, in cima al Recastello, Settembre 2009

In the day we sweat it out in the streets of a runaway American dream
At night we ride through mansions of glory in suicide machines
Sprung from cages out on highway 9,
Chrome wheeled, fuel injected
and steppin' out over the line
Baby this town rips the bones from your back
It's a death trap, it's a suicide rap
We gotta get out while we're young'
Cause tramps like us, baby we were born to run

Wendy let me in I wanna be your friend
I want to guard your dreams and visions
Just wrap your legs 'round these velvet rims
and strap your hands across my engines
Together we could break this trap
We'll run till we drop, baby we'll never go back
Will you walk with me out on the wire'
Cause baby I'm just a scared and lonely rider
But I gotta find out how it feels
I want to know if love is wild
girl I want to know if love is real

Beyond the Palace hemi-powered drones scream down the boulevard
The girls comb their hair in rearview mirrors
And the boys try to look so hard
The amusement park rises bold and stark
Kids are huddled on the beach in a mist
I wanna die with you Wendy on the streets tonight
In an everlasting kiss

The highway's jammed with broken heroes on a last chance power drive
Everybody's out on the run tonight
but there's no place left to hide
Together Wendy we'll live with the sadness
I'll love you with all the madness in my soul
Someday girl I don't know when
we're gonna get to that place
Where we really want to go
and we'll walk in the sun
But till then tramps like us
baby we were born to run

domenica 25 ottobre 2009

Lo Sciamano (Van De Sfroos)

foto: Marco Bertaggia, Selvaggi fra le Orobie, Maggio 2009

E quaand te imparet a vèss lüserta el Sàss el sarà püssee gross ancamò
E quaand che'l ragn el tira la tela sia l'acqua che'l suu la faran brilà
Varda trii rundin che gülena roeda e s'cèpen la nigula de mila muschitt
L'è una lama de lüs rifletuda quella dell'unda che solta in söe l'oecc

E quaand te imparet a vèss el cavèden te imparereet a vardà in soel fuund
el puunt el se bagna se l'acqua la dunda e la breva mata la passa a sügà
Omen o dona cun't el sogn faa de paja varda con l'oecc ma impara a saràll
Impara la danza de la margherita impara a cürvass senza s'cepàss

Briisa de Néss, erba de Buffalöra, sabbia de Fuentes e un trönn de Culmenàcch.
Güla, güla... güla fina a Tresenda, gula sö in Valcavargna e al Pian del Tivàn

Anej faa de fèrr che penden del mür el Re de ogni umbria ii a dupéra ancamò
El ghe lìga la barca cun deent la fuschiia e sgraffigna el cipress cun l'ungia a zig zag
El ghe lìga un tòcch della trezza rubàda ai cavèj de ogni alba e ai cavèj de ogni aurora
Lìè bon de desfà el garbii del gumitul che te gh'eet in del ventru quand riva la nocc

E quaand te imparet a vèss el merlu e a disegnà cun't el becch in del praa
te truvereet anca te el tò bersaglio cun la zampa che sgàrla e con l'ala che và
e scülta l cancell de la darsena antiiga che'l canta cun l'acqua che bagna i soo gaamb
E l'unda la rüzza e la pica la lengua ma la darsena la sa che po mea majà el laagh

Briisa de Néss, erba de Buffalöra, sabbia de Fuentes e un trönn de Culmenàcch.
Güla, güla... güla fina a Tresenda, gula sö in Valcavargna e al Pian del Tivàn

E quaand che poe vedareet un fantasma de foeja de urtiiga de ruggin e melma
Impara el suspiir trala riva e la prona
Impara el disegn ne la ruga del sass
Troeva la pioema che ha perdü la pujana
perchè gh'è deent el saangh del tramunt
El suu lassa in giir i penej che se incendia
Ma cun questa pioema tii podet smurzà

E quannd te imparet a vèss pipistrell a gulà senza schema e cürvà senza cürva
te pruvereet el tragitto impussibil del viagg che te feet senza moev gnanca un pàss
Cun't i aal incrusaa in soel disco de loena tra i ramm dii uliiv e'l glicin che dunda
pruvereet finalment anca te quela scrunza che proeven i foej nel fiasch de ogni veent

Briisa de Néss, erba de Buffalöra, sabbia de Fuentes e un trönn de Culmenàcch.
Güla, güla... güla fina a Tresenda, gula sö in Valcavargna e al Pian del Tivàn

venerdì 9 ottobre 2009

Alla Mattina (canto trentino)

foto: Ruggero Bontempi, Spedizione Umana Dimora al Rwenzori, Giugno 2006

Alla mattina quando il sole
s'alza e scominzia a levarse
vardo le zime del Brenta
che le scominzia a 'ndorarse.
Allora mi me ne vado
sui crozi a rampegar.

Allor penso a ti, tesoro del me cor,
che ti se 'n bel fiorellin, fiorellin d'amor...

A mezzoggiorno sulla zima
disno de buon appetito
vedo la valle che si stende
laggiù nell'infinito
e vedo una casetta
sperduta in mezzo ai fior.

Allor penso a ti, tesoro del me cor,
che ti se 'n bel fiorellin, fiorellin d'amor...

E alla sera nel rifugio
prima de andarmene a letto
vedo nel cielo una stella
che la vol farme l'occetto
e due o tre nugole gelose
le te nasconde a mi.

lunedì 14 settembre 2009

Grazie Montagna (Battistino Bonali)


foto: Pietro Galli, sui pendii del Rosa, Luglio 2009

Grazie montagna
per avermi dato lezioni di vita,
perché faticando ho appreso a gustare il riposo,
perché sudando ho imparato ad apprezzare
un sorso di acqua fresca,
perché, stanco, mi sono fermato
e ho potuto ammirare la bellezza di un fiore,
la libertá del volo degli uccelli,
respirare il profumo de la semplicitá,
perché solo immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio e spaventato ho ammesso
la mia necessitá di veritá e amore,
perché soffrendo ho gustato la gioia della vetta
percependo che le cose vere,
quelle che portano alla felicitá,
si ottengono solo con sforzo,
e chi non sa soffrire,
non potrá mai capire.