martedì 22 aprile 2008

da "Ressurrezione" (L.Tolstòj)

foto: il Duca, l'Alben si specchia nel laghetto, Aprile 2008
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"Allora era un giovane onesto, altruista, pronto a dare se stesso per ogni buona causa; adesso era un corrotto e raffinato egoista, solo amante del suo piacere. Allora il mondo di Dio gli appariva come un mistero che egli cercava di decifrare con gioia e con entusiasmo; adesso tutto era semplice, chiaro e determinato dalle condizioni di vita in cui si trovava. Allora era necessaria e importante la comunione con la natura e con gli uomini che avevano vissuto, pensato e sentito prima di lui (filosofia, poesia); adesso erano necessarie e importanti le istituzioni umane e la società di compagni. Allora la donna gli appariva come un essere misterioso e affascinante, affascinante appunto per il suo mistero; adesso il significato della donna, di qualsiasi donna che non fosse della sua famiglia o moglie di un amico, era ben definito: la donna era uno dei migliori strumenti di quel piacere che egli aveva già sperimentato. Allora non aveva bisogno di denaro, non consumava neppure il terzo di quel che gli passava la madre e poteva rinunciare alle terre paterne per cederle ai contadini; ora non gli bastava il mensile di millecinquecento rubli che riceveva dalla madre, e ogni tanto aveva con lei spiacevoli discussioni su questioni di denaro. Allora considerava il suo essere spirituale come il suo vero io; ora considerava tale il suo sano, robusto, animalesco io."

sabato 12 aprile 2008

The fields of Athenry (Irish)

foto: Marco Sala, Paesino in val Ferre, Gennaio 2006
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By a lonely prison wall, I heard a young girl calling
"Michael, they have taken you away
For you stole Trevelyan's corn
So the young might see the morn'
Now a prison ship lies waiting in the bay"
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Low lie the fields of Athenry
Where once we watched the small free birds fly
Our love was on the wing
We had dreams and songs to sing
It's so lonely 'round the fields of Athenry
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By a lonely prison wall, I heard a young man calling
"Nothing matters, Mary, when you're free
Against the famine and the crown
I rebelled, they ran me down
Now you must raise our child with dignity"
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Low lie the fields of Athenry
Where once we watched the small free birds fly
Our love was on the wing
We had dreams and songs to sing
It's so lonely 'round the fields of Athenry
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By a lonely harbour wall, she watched the last star falling
As the prison ship sailed out against the sky
For she'll live in hope and pray
For her love in Botany Bay
It's so lonely 'round the fields of Athenry
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Low lie the fields of Athenry
Where once we watched the small free birds fly
Our love was on the wing
We had dreams and songs to sing
It's so lonely 'round the fields of Athenry

sabato 29 marzo 2008

Into the Wild (il Duca)


A volte conviene vivere,
alzare lo sguardo all'orizzonte,
ascoltare il sussurro del vento.
Puoi spezzare la formalità:
iniziare a camminare
guardando la tua via.
La fatica ti dice che esisti,
le gambe nello sforzo si riaccendono,
il cuore si spalanca alla bellezza:
il tatto della roccia,
il bacio del gelo,
sono vivo! vicino alla terra più che mai

lunedì 10 marzo 2008

La Montanara (canto alpino)

foto: Francesco Montesano, Ciccio e il Duca sulla Cima di Vioz, Agosto 2004

Lassù per le montagne
tra boschi e valli d'or
fra l'aspre rupi echeggia
un cantico d'amor.

La montanara, ohé!
si sente cantare,
cantiam la montanara,
e chi non la sa?

Là su sui monti dai rivi d'argento
una capanna cosparsa di fior
era la piccola, dolce dimora
di Soreghina, la figlia del sol.

L'interpretazione del coro Croz Corona
http://it.youtube.com/watch?v=1eBDmMsGp-A

lunedì 3 marzo 2008

Le colline dei Ciliegi (Battisti-Mogol)

foto: Francesco Montesano, Zuppa al campo del Coca, Agosto 2004

E se davvero
tu vuoi vivere una vita
luminosa e più fragrante
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi.
Troppo spesso la saggezza è solamente
la prudenza più stagnante
e quasi sempre dietro la collina è il sole.
Ma perché
tu non ti vuoi
azzurra e lucente,
ma perché tu non vuoi
spaziare con me
volando intorno alla tradizione,
come un colombo intorno
a un pallone (frenato),
e con un colpo di becco ben
aggiustato forarlo e lui giù, giù, giù...
...e poi ancora ancor più su,
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto né più un'età.
E respirando brezze che dilagano su terre
senza limiti e confini:
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là (se chiudi gli occhi un istante)
ora figli dell'immensità.
Se segui la mia mente, se segui la mia mente
abbandoni facilmente le antiche gelosie.
Ma non ti accorgi che è solo la paura che
inquina e uccide i sentimenti
le anime non hanno sesso né sono mie.
No non temere
tu non sarai
preda dei venti,
ma perché non mi dai
la tua mano perché
potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno...)
e dando un calcio ad un sasso residuo
d'inferno farlo rotolar giù, giù, giù,
... e noi ancora ancor più su
planando...

mercoledì 13 febbraio 2008

Forever Young (Bob Dylan)

foto: Marco Montesano, Lucia, il Duca, Maria, Giugno 2007

May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young

sabato 22 dicembre 2007

Non si vende la terra sulla quale la gente cammina




"Non si vende la terra sulla quale la gente cammina" Tashunka Witko (degli Oglala Sioux)

"Io sono soltanto un uomo. Sono la voce del mio popolo. Quali che siano i loro sentimenti, io dico questo: non voglio più la guerra. Voglio essere un uomo. Voi mi negate il diritto di un uomo bianco. La mia pelle è rossa; ma il mio cuore è come il cuore di un uomo bianco; ma io sono un Modoc. Non ho paura di morire. Non cadrò sulle rocce." Kintpuash (dei Modoc)

"Ho sentito dire che intendete metterci in una riserva vicino alle montagne. Io non voglio andarci. A me piace scorazzare nelle praterie. Lì mi sento libero e felice, ma quando ci stabiliamo in un posto diventiamo pallidi e moriamo." Satanta (dei Kiowa)

"Quando andai a Washinghton, il Grande Padre Bianco mi disse che tutta la terra comanche era nostra e che nessuno avrebbe dovuto impedirci di viverci. Così, perchè mi chiedete di lasciare i fiumi, e il sole, e il vento, e di vivere nelle case? Non chiedeteci di rinunciare al bisonte in cambio delle pecore. I giovani hanno sentito parlare di questo, e la cosa li ha rattristati e li ha fatti andare in collera. Non parlatene più." Parra-Wa-Samen (dei Comanche Yamparika)

"Io non voglio lasciare questo paese; tutti i miei parenti sono sepolti qui, e quando cadrò a pezzi, desidero cadere a pezzi qui." Shunka Napin (dei ? Sioux)

"Io non ho mai detto che la terra è mia per farne ciò che mi pare. L'unico che ha il diritto di disporne è chi l'ha creata. Io chiedo il diritto di vivere sulla mia terra e di accordare a voi il privilegio di vivere sulla vostra." Heinmont Tooyalaket (dei Nez Perces)

"Sono nato nella prateria, dove il vento soffia libero e non vi è nulla che spezzi i raggi del sole. Sono nato dove non vi sono recinti e dove ogni cosa respirava liberamente. Voglio morire lì e non fra i muri. Conosco ogni corso d'acqua e ogni bosco fra il Rio Grande e l'Arkansas. Ho cacciato e vissuto in quel territorio. Ho vissuto come i miei padri prima di me e, come loro, ho vissuto felicemente." Parra-Wa-Samen (dei Comanche Yamparika)

"Tutto ciò che chiediamo è di poter vivere, e di vivere in pace... Ci siamo piegati alla volontà del Grande Padre Bianco e siamo andati nel Sud. Giunti lì ci siamo resi conto che un Cheyenne non poteva viverci. Così abbiamo fatto ritorno nel nostro territorio. Abbiamo pensato che era meglio morire in combattimento che morire di malattie... Voi potete uccidermi qui; ma non potete farmi tornare indietro. Non ci andremo. L'unico modo per condurci là è di venire qui con i bastoni, picchiarci sulla testa, trascinarci via e portarci laggiù morti." Tahmelapashme (dei Cheyenne Settentrionali)

"Ci lasceremo distruggere a nostra volta senza lottare? Rinunceremo alle nostre case, al nostro paese assegnatoci in eredità dal Grande Spirito, alle tombe dei nostri morti e ad ogni cosa che ci è cara e sacra? Sono certo che griderete con me: Mai!" Tecumseh (degli Shawnees)

lunedì 19 novembre 2007

Alba (il Duca)

foto: Enrico Porro, Alba dal Payer, Luglio 2007
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Tutto avvolge nella fredda quiete
la silenziosa attesa del mondo
che ancor scuro immobile aspetta
l’infinito primo limpido albore

Ed ecco che scolte le bianche stelle
di quel chiaror sui picchi si riempiono,
nel ciel si schiude il soffio d’immenso
ch’incendia il muto duro ghiacciaio

Pei pendii lentamente scivola
la nea luce che tutto inonda, poi…
Com’un fiore fra i monti sbocciar il sol

Testa di drago, corona di fuoco,
i rossi raggi fiammeggianti dardi
dal nero passo nell’alba scoccano

venerdì 16 novembre 2007

Ricordando l'Ortles




foto: Piccardo L'Ortles dal Bivacco, Monticelli L'Orco al Mattino, Del Bianco Sulle Roccette , Enrico Porro Cordata sul Ghiacciaio Finale, Luglio 2007

giovedì 1 novembre 2007

Ode alla vita (Pablo Neruda)

foto: Ruggero Bontempi, Spedizione Umana Dimora al Rwenzori, Giugno 2006

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
portera' al raggiungimento di una splendida felicita'.